Una delle misure che avevano scatenato stupore e contrarietà in tutti gli operatori era quella relativa all'obbligo di traslazione delle ritenute sugli appalti in capo al committente. La misura, volta a recuperare evasione fiscale, andava sicuramente oltre il necessario, sconvolgendo i canoni del diritto tributario e introducendo elementi di complicazione e di conflittualità tra operatori della filiera. Le richieste di cancellazione avanzate a gran voce dal mondo produttivo non sono state del tutto accolte. Il nuovo art. 4 ha cancellato la traslazione degli obblighi finanziari, mantenendo però un sistema di controlli delegato al committente.
È rimasto un sistema di esoneri dalla disciplina. Dato che è facile ipotizzare una predilezione dei committenti per le imprese “virtuose”, che non richiedono i controlli di cui oltre, presentiamo subito i requisiti per l'esonero.
Per essere qualificate virtuose, le imprese devono esibire un certificato rilasciato dall'Agenzia delle Entrate in presenza di alcune condizioni: anzianità triennale, regolarità dichiarativa, versamenti sul conto fiscale non inferiori al 10% dei ricavi, assenza di ruoli o avvisi di addebito relativi a imposte erariali o contributi Inps superiori a 50.000 euro. Condizioni sicuramente strette, in particolare quella relativa ai versamenti fiscali, che sono destinate a creare disomogeneità e forse anche disparità tra i diversi...