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Lavoro 09 Febbraio 2023

Sanzioni più aspre per il lavoro nero

Non solo con le sanzioni amministrative pecuniarie si contrasta il lavoro nero ma anche con il provvedimento di sospensione disposto dall’Ispettorato del Lavoro.

Il contrasto al lavoro sommerso è da sempre un punto fermo dell’azione ispettiva volta alla tutela non solo dei lavoratori ma anche dei datori di lavoro. Non sfuggirà, infatti, che l’occupazione irregolare genera anche veri e propri fenomeni di dumping sociale a discapito delle aziende più virtuose oltre, ovviamente, a lasciare i lavoratori privi di ogni tutela compresa quella assicurativa in caso di infortunio. Con l’intento, quindi, di prevenire tale situazione il legislatore è spesso intervenuto inasprendo le sanzioni pecuniarie a carico dei trasgressori. Attualmente la normativa prevede che, in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, si applica la sanzione da 7.200 a 43.200 euro per ciascun lavoratore irregolare in caso di impiego di lavoratore oltre i 60 giorni di lavoro effettivo. A ciò si aggiunga la sospensione dell’attività imprenditoriale disposta dall'Ispettorato del lavoro quando si riscontra che almeno il 10% dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti occupato in nero, al momento dell'accesso ispettivo, o inquadrato come lavoro autonomo occasionale in assenza delle condizioni richieste dalla normativa, nonché, a prescindere dal settore di intervento, in caso di gravi violazioni in materia di tutela della...

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