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Diritto 08 Novembre 2019

Schermo societario non preclude “presunta” distribuzione di utili

Anche quella ristretta base sociale che si suole definire di “secondo grado”, legittima pienamente l'estensione della fattispecie ai soci che intervengono quali persone fisiche.

La presunzione di distribuzione di utili extra-contabili ai soci di una società di capitali, strutturata mediante ridotta base societaria, risulta oramai una prassi ricorrente che ha acquisito una peculiare conformazione, grazie soprattutto alla definitiva evoluzione delle conferme giurisprudenziali ricevute nel corso del tempo e che hanno inevitabilmente consolidato l'attuale orientamento. Tale evenienza non è tuttavia limitata alle ipotesi in cui la ridotta compagine societaria si realizzi in un unico grado, ossia quando l’ente societario abbia sic et simpliciter soci in numero limitato, essendo estensibile al grado successivo (c.d. di secondo grado) che si concretizza nel momento in cui, per effetto della partecipazione alla società di capitali di un’altra società di capitali, la struttura di quest’ultima si connoti per la medesima riduzione quantitativa della compagine dei soci stessi. Pertanto, al cospetto delle medesime componenti soggettive, sia di primo che di secondo grado, lo schermo della personalità giuridica non funge da idonea barriera, atta a scongiurare la presunzione suddetta in capo alle persone fisiche che, ancorché tramite ulteriori soggetti (società/persone giuridiche), risultino comunque titolari del potere di controllo societario. Tale conclusione, frutto di una complessa e ragionata evoluzione giurisprudenziale, ha trovato ulteriore conferma in un recente intervento della...

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