La scissione parziale proporzionale non raccorda le sue dinamiche giuridiche e contabili con alcuno sdoppiamento di beni di 2° grado - beni di 1° grado, in quanto, come noto, le partecipazioni della beneficiaria vengono assegnate ai soci della scissa, i quali procedono, come già sopra rappresentato, a ripartire l’originario costo fiscalmente riconosciuto delle partecipazioni nella scissa, secondo un parametro di proporzionalità connesso al valore corrente del patrimonio che rimane e del patrimonio che viene assegnato, senza che si generi alcuna condizione di duplicazione patrimoniale.
Allo scopo di favorire la comprensione di quanto esposto si ipotizzino i valori seguenti:
patrimonio della scissa ante scissione: 10.000 euro;
assegnazione di un compendio patrimoniale alla beneficiaria: 2.000 euro;
conseguente residuo patrimonio della scissa: 8.000 euro;
complessivo costo fiscalmente riconosciuto delle partecipazioni della scissa: 5.000 euro;
valore corrente del patrimonio che rimane nella scissa: 15.000 euro;
valore corrente del patrimonio assegnato alla beneficiaria: 5.000 euro.
Gli originari soci della scissa ripartiscono il complessivo costo fiscalmente riconosciuto delle partecipazioni nella scissa di 5.000 euro, in 3.750 euro (costo post scissione delle partecipazioni mantenute nella scissa) e 1.250 euro (costo fiscalmente riconosciuto delle partecipazioni assegnate della beneficiaria).
Ora, nell’ipotesi di...