RICERCA ARTICOLI
Lavoro 19 Ottobre 2018

Se le dimissioni telematiche hanno ancora senso


Una delle misure più innovative del Jobs Act è stata sicuramente l’introduzione delle dimissioni volontarie del lavoratore in modalità telematica da effettuarsi scegliendo una delle seguenti opzioni: 1) presentandosi innanzi agli Ispettorati territoriali del lavoro; 2) rivolgendosi a degli enti abilitati come i patronati, i sindacati, gli enti bilaterali e le commissioni di certificazione; 3) provvedendovi direttamente grazie al codice Pin fornito dall’INPS. Nata con il lodevole intento di contrastare l’odioso (e ahinoi, tutto italiano) fenomeno delle “dimissioni in bianco”, tale misura in realtà si sta rivelando un rimedio peggiore del male a causa dei gravi disagi che procura a lavoratori, imprese e amministrazione. In primo luogo va osservato che l’innovazione è da intendere soprattutto sul piano tecnologico, poiché già prima che entrasse in vigore la disposizione in argomento, era obbligatorio confermare le dimissioni innanzi ai Centri per l’Impiego o alle ex Direzioni Provinciali del Lavoro, a riprova del fatto che la vecchia normativa prevedeva comunque dei mezzi di tutela a favore dei lavoratori. Ciò premesso, neppure gli obiettivi di semplificazione insiti nelle nuove tecnologie sono riusciti a superare gli ostacoli e le difficoltà disseminate nel sistema. Prendiamo ad esempio la modalità “fai da te” con l’INPS. Bene, anche i volenterosi...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.