Può capitare che durante l’esecuzione di lavori di manutenzione o ristrutturazione, una privata abitazione diventi un vero e proprio cantiere edile soggetto ai controlli dell’Ispettorato del lavoro o altra autorità amministrativa. Può, in questi casi, il proprietario impedire l’accesso e delimitare i poteri ispettivi previsti dall’art. 13 L. 689/1981?
La questione è stata affrontata proprio di recente dalla Corte d’Appello di Lecce che, con sentenza n. 502/2022, si è pronunciata su fatti avvenuti nel 2016, quando gli ispettori dell’ITL di Brindisi si introducevano nel giardino di una privata dimora in cui si stavano svolgendo dei lavori edili.
Alla presenza del proprietario, gli organi di vigilanza accertavano la presenza di 5 operai in nero, da cui scaturiva un’ingiunzione di pagamento dell’importo di quasi 16.000 euro. Avverso tale provvedimento, l’obbligato presentava ricorso al Tribunale di Brindisi in quanto l’accesso era avvenuto in una “privata dimora”, peraltro di proprietà di sua moglie. Il Giudice adito riteneva fondate tali doglianze, considerando i luoghi di privata dimora come esclusi dal potere di ispezione degli organi addetti all’accertamento di illeciti amministrativi, al punto da configurare l’ipotesi di reato prevista dall’art. 614 c.p., vale a dire la violazione di domicilio. Precisava inoltre che sotto la nozione di...