È risaputo che i figli sono un bene prezioso, ma non tutti sanno che possono addirittura salvare il patrimonio familiare se uno dei genitori dovesse fallire. Cinismo? Assolutamente no: solo e soltanto verità. Un’inaspettata sentenza di primo grado si è recentemente pronunciato sull’illegittimità di un fondo patrimoniale costituito ante-insolvenza poiché impiegato per sottrarre beni che altrimenti sarebbero stati direttamente ricompresi nell’attivo fallimentare. Il giudice di merito muove però il proprio convincimento da motivazione ben lontane da quelle oramai consolidate: per il combinato disposto degli artt. 171 e 191 C.C., il fondo patrimoniale si scioglie a causa del fallimento e si trasforma in comproprietà quando non ci sono figli minori. In tal caso, quindi, la quota di proprietà del fallito confluisce senza alcuna distinzione nei beni di pertinenza della procedura fallimentare.
È opportuno quindi interrogarsi se la presenza di figli avrebbe permesso di “eludere” la revoca dell’atto costitutivo del fondo patrimoniale.
Secondo un oramai consolidato orientamento della giurisprudenza di merito e di legittimità, “la costituzione del fondo patrimoniale per fronteggiare i bisogni della famiglia, anche qualora effettuata da entrambi i coniugi, non integra, di per sé, adempimento di un dovere giuridico, non essendo obbligatoria per legge, ma configura un...