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Imposte dirette 22 Ottobre 2026

Secondi acconti, focus sul concordato preventivo biennale

Il conteggio degli acconti nel concordato preventivo biennale varia a seconda che si sia aderito al CPB 2024-2025, al CPB 2025-2026 o al CPB 2026-2027, oppure che si sia rinnovato il CPB 2024-2025 per altri 2 anni, ossia per il 2026-2027.

Il 30.11.2026, come di consueto, scade il termine per il versamento dei secondi acconti delle imposte.
Gli acconti possono essere versati con metodo storico, ossia calcolati sull’imposta effettivamente risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente, in questo caso del 2025: l’importo corrisponde al 100% di tale imposta, suddivisa con le percentuali 40%-60% o 50%-50% (per i soggetti ISA) tra primo e secondo acconto. In alternativa, se si ritiene che nel 2026 si determini un risultato inferiore rispetto al 2025, è possibile stimare il presunto reddito inferiore e, quindi, la correlata imposta dovuta, avendo poi cura di ravvedere la differenza se a consuntivo il versamento si rivela insufficiente, con le rispettive sanzioni e interessi.


Merita un focus il caso di coloro che hanno aderito negli anni alle opzioni per i concordati preventivi biennali.
Si ricorda che l’art. 20 D.Lgs. 13/2024 ha stabilito che l’acconto Irpef/Ires/Irap relativo ai periodi d’imposta oggetto del concordato è determinato con le regole ordinarie, tenendo però conto del reddito e del valore della produzione netta concordati.
Per il primo periodo d’imposta di adesione al CPB, in caso di utilizzo del metodo  storico, è prevista una maggiorazione:
- per le imposte sui redditi, pari al 10% della differenza positiva tra reddito concordato e reddito dichiarato per il periodo precedente rettificato;
- per l’Irap, pari al 3% della differenza positiva tra VPN concordato e VPN dichiarato per il periodo precedente rettificato.
Se, invece, l’acconto è determinato con metodo  previsionale, la seconda rata è calcolata come differenza tra l’acconto complessivamente dovuto in base al reddito e al VPN concordati e quanto versato con la prima rata calcolata secondo le regole ordinarie.
Le maggiorazioni suddette vanno versate alla scadenza dei secondi acconti, perciò quest’anno entro il 30.11.2026.


Venendo quindi ai diversi anni in cui un soggetto può avere aderito al CPB, si individuano più casistiche.
Chi ha aderito al primo CPB 2024-2025 ha esaurito le annualità soggette a concordato; pertanto, gli acconti 2026 non avranno alcuna maggiorazione e saranno determinati sulla base del reddito concordato 2025 (se calcolati con metodo storico).
Chi ha aderito al CPB 2025-2026 sarà nel secondo anno di concordato; pertanto, dovrà determinare le imposte secondo le regole ordinarie. Gli acconti 2026 con metodo storico sono calcolati sulla base dell’imposta dovuta ai fini Ires/Irpef e Irap per il periodo d’imposta 2025 concordato; al fine della determinazione dell’acconto, non si considera la parte di reddito CPB assoggettata a imposta sostitutiva. Sono i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con le Faq del 28.05.2025 per gli acconti dell’anno scorso.
Chi invece intende aderire al CPB 2026-2027 si troverà nel primo anno d’imposta di adesione al concordato, perciò applicherà le disposizioni di cui all’art. 20 suddetto per il versamento del secondo acconto 2026, quindi con le maggiorazioni del 10% e del 3%.
Infine, nel caso in cui il soggetto abbia aderito al primo CPB 2024-2025 e abbia rinnovato per altri 2 anni, ossia aderendo al CPB 2026-2027, il decreto Omnibus (D.Lgs. 148/2026) ha introdotto ulteriori agevolazioni in termini di versamento degli acconti:
- chi rinnova non dovrà rispettare le disposizioni dell’art. 20 previste per il primo anno di accesso: in altre parole, il 2026 non è considerato primo anno di adesione al CPB ma, per così dire, il terzo, quindi non si verserà alcuna maggiorazione del 10% e del 3%;
- viene inoltre concessa la possibilità di non pagare interessi sulle imposte (saldo e acconti) rateizzate (ex art. 28, c. 2, del decreto Omnibus).