C'è un archivio che conta quasi un milione di pronunce. Sono le sentenze delle Corti di giustizia tributaria di primo e di secondo grado, organi istituiti dalla L. 130/2022, che hanno sostituito le vecchie Commissioni tributarie provinciali e regionali. Oggi queste decisioni sono confluite nel Sigit (Sistema informativo della giustizia tributaria) e sono liberamente consultabili online. Il bacino sfiora le 900.000 sentenze alla data di presentazione del sistema ed è destinato a crescere ancora. Ma la vera novità, presentata il 9.06.2026 a Roma nell'ambito di Forum PA 2026, va ben oltre la semplice messa a disposizione dei documenti. Si chiama SententiA ed è un motore di ricerca sperimentale che integra l'intelligenza artificiale nella navigazione della giurisprudenza tributaria di merito. Il progetto si inserisce in una precisa linea di modernizzazione della giurisdizione tributaria, ridisegnata dalla L. 130/2022 e ora ricondotta a sistema organico dal Testo unico della giustizia tributaria.
L'obiettivo non è tecnico in senso stretto. È spostare la trasparenza dal terreno astratto dei principi a quello concreto dell'uso professionale quotidiano. Rendere leggibili gli orientamenti giurisprudenziali non solo agli specialisti più attrezzati, ma all'intera platea degli operatori del contenzioso fiscale. È questa, anche, una risposta a un'esigenza di equità tra le parti della lite. Fino a oggi, chi cercava un precedente rilevante doveva interrogare la banca dati con parole chiave e filtri rigidi. Con SententiA la logica cambia: si formula una domanda in linguaggio naturale, si restringe il perimetro, si esplora un orientamento, ci si sposta da un concetto all'altro. Più che un archivio digitale, è uno strumento operativo. Un cambiamento nell'usabilità reso possibile da Sogei, partner tecnologico del Ministero, che in questo progetto ha avuto un ruolo di primo piano.
Per il professionista del contenzioso fiscale, avere accesso a quasi un milione di pronunce non è ancora sufficiente: bisogna saper leggere quell'archivio con intelligenza. Trovare il precedente giusto, capire quale orientamento prevale su una determinata materia del contendere. Questo è il problema concreto che SententiA ambisce a risolvere.
Accanto alla ricerca conversazionale, il sistema introduce la cosiddetta "sommarizzazione" delle sentenze tributarie. L'intelligenza artificiale generativa costruisce brevi sommari delle singole pronunce, concentrando in poche righe i passaggi essenziali di ciascuna decisione. Per chi gestisce liti fiscali, il risparmio di tempo è tangibile. C'è però una cautela che merita attenzione. Il sistema opera esclusivamente sui documenti presenti nella banca dati integrata con il Sigit, senza attingere a fonti esterne. Impedire all'AI di cercare dati fuori dall'archivio controllato riduce il rischio delle cosiddette allucinazioni, risposte generate su basi non verificate. La fonte resta sicura, aggiornata e circoscritta: un presidio di affidabilità non trascurabile nella pratica professionale.
L'ambizione del progetto non si ferma qui. Un secondo fronte riguarda l'interoperabilità tra il Sigit e la Corte di Cassazione. Il collegamento avverrebbe tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), prevista dal Codice dell'Amministrazione Digitale. L'obiettivo è attivare uno scambio di sentenze in tempo reale tra i diversi gradi del giudizio tributario, dal merito al giudizio di legittimità. Significherebbe ricostruire la filiera di una controversia: come è nata, come si è evoluta, come è arrivata in Cassazione. Una visione integrata che oggi, nella prassi, manca quasi del tutto. I numeri confermano che il bisogno è reale. Dall’apertura del Sigit, la banca dati ha superato le 300.000 visite complessive, con oltre 180.000 accessi di ritorno, segno di utilizzo continuativo, non occasionale. Le sentenze scaricate, omissate dei dati sensibili, superano quota 4 milioni. Cifre che fotografano un'esigenza concreta: orientarsi nella giurisprudenza tributaria, materia in cui conoscere i precedenti non è un optional, ma uno strumento di lavoro indispensabile.
SententiA è già disponibile e consente per il momento la sola generazione automatica di sommari per tutte le sentenze native digitali presenti in banca dati, mentre per le annunciate nuove funzionalità di ricerca delle sentenze basate sull’intelligenza artificiale bisognerà attendere il 2027.
