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Lavoro
24 Ottobre 2022
Sfruttamento del lavoro e stato di bisogno della vittima
La Cassazione, con sentenza 20.09.2022, n. 34600, ha chiarito come va inteso e valutato lo stato di bisogno della vittima nei casi in cui vengano posti in essere i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
All’origine della recente sentenza della Suprema Corte sta l’ordinanza del 15.12.2021 del Tribunale di Pavia che si era espresso a conclusione di un procedimento che aveva per oggetto “presunte irregolarità di una gara d'appalto originata da una delibera dell'ASST di Pavia del 2016, la cui aggiudicazione aveva condotto all'assunzione, da parte della società vincitrice, di servizi di trasporto sanitario presso vari presidi ospedalieri disseminati su tutto il territorio nazionale”; gara d’appalto di cui si è ipotizzata l'irregolarità, con conseguente imputazione provvisoria di “turbata libertà degli incanti e di frode nelle pubbliche forniture” nei confronti degli amministratori di fatto della suddetta società.
Nelle indagini, sono stati inoltre raccolti elementi “deponenti per attività di caporalato nell'esecuzione dei servizi di trasporto sanitari nei confronti del personale impiegato”.
Tra i motivi oggetto del ricorso, il ricorrente ha contestato il fumus del reato di caporalato (art. 603-bis c.p.), lamentando che “il Tribunale adito ha confuso l'elemento dell'indice di sfruttamento con l'altro distinto elemento dell'approfittamento dello stato di bisogno dei lavoratori sfruttati”; dopo avere illustrato le ragioni per cui è necessaria una distinzione tra i 2 requisiti del reato, che il Collegio pavese avrebbe...