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Diritto
10 Marzo 2021
Sgravio della cartella, no sequestro preventivo
Se è stato avviato l'iter dell'Agenzia delle Entrate alla luce di una sentenza favorevole al contribuente, non è più ammissibile l'apprendimento dei beni nemmeno per il reato di dichiarazione fraudolenta con utilizzo di fatture false.
La Corte di Cassazione, con la sentenza 2.03.2021, n. 8226, ha stabilito che, in materia di reati tributari, il profitto del reato oggetto del sequestro preventivo va individuato nel valore dei beni idonei a fungere da garanzia nei confronti dell'Amministrazione Finanziaria che agisce per il recupero delle somme evase. Tale profitto non è configurabile in caso di annullamento della cartella esattoriale da parte della Commissione tributaria, con sentenza anche non definitiva, e di correlato provvedimento di "sgravio" dell'Amministrazione Finanziaria.
A una Srl veniva contestata la presentazione di dichiarazione fraudolenta con utilizzo di documenti per operazioni inesistenti per prestazioni ricevute da alcuni consorzi e cooperative di manodopera. Nella vicenda esaminata, la Cassazione ha respinto il ricorso promosso dal Procuratore della Repubblica contro la decisione con cui il Tribunale aveva revocato il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente disposto dal GIP nei confronti di 2 imputati e di una Srl. La procura lamentava l'illegittimo riconoscimento di un'efficacia pregiudiziale e vincolante al provvedimento dell'Agenzia in assenza di una pregiudiziale tributaria nell'attuale ordinamento. In assenza di tale pregiudiziale, il giudice penale può rideterminare l'imposta evasa anche pervenendo a un risultato difforme rispetto a quello dell'ufficio impositore. Il Tribunale,...