La Corte di Cassazione ha trattato un caso di straining (una forma più lieve di mobbing), riconoscendo il risarcimento del danno per chi ha subito questi comportamenti vessatori sul luogo di lavoro che, al contrario del mobbing, non hanno il carattere della continuità del tempo, ma sono ugualmente lesivi della dignità del lavoratore.
È del 29.03.2018 la nuova sentenza della Cassazione (n. 7844), sezione lavoro, con cui viene confermato il risarcimento del danno da straining.
La sentenza giunge al culmine di una controversia che ha visto protagonista un impiegato che per anni si era trovato a svolgere la propria attività lavorativa in un ambiente del tutto ostile, divenuto poi oggetto di veri e propri comportamenti vessatori, che di fatto hanno determinato nello stesso una condizione di assoluto stress proprio all'interno dell'ambito lavorativo, con conseguenze dunque anche sullo svolgimento della propria attività.
Questi i fatti. Il Tribunale di Livorno, nel 2009, accolse il ricorso proposto da un dipendente di una banca toscana accertando il diritto del ricorrente all'inquadramento nella categoria dirigenziale e al relativo trattamento economico, con conseguente condanna della società alla corresponsione delle differenze retributive e ha ritenuto essersi verificato un evento lesivo per la salute del ricorrente a causa dei comportamenti tenuti dalla banca, condannando, quindi, la stessa, al risarcimento del...