Il part-time è tradizionalmente considerato come uno dei più importanti strumenti di conciliazione lavoro-famiglia, favorendo un equilibrio tra il tempo lavorativo e le responsabilità di cura familiari. Eppure la fruizione di tale istituto incontra spesso numerosi ostacoli, sia dal punto di vista normativo in generale, sia su un piano pratico a causa della resistenza opposta delle aziende.
Quanto al primo aspetto, è opportuno notare che la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale non costituisce mai un diritto del lavoratore che, pur richiedendola, non ha la certezza di ottenere l'adozione di un orario di lavoro ridotto.
La legge si limita a prevedere una priorità a favore di quei lavoratori che si trovino in una delle seguenti situazioni: convivono con una persona colpita da totale inabilità lavorativa grave per la quale necessita di continua assistenza; hanno il coniuge, figli, genitori affetti da patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti; hanno un figlio di età non superiore a 13 anni portatore di handicap.
Più di recente sono state introdotte due possibilità di trasformare il rapporto di lavoro in part-time: una, in sostituzione del congedo parentale, riservata ai genitori di minori fino a 12 anni di età; l'altra, posta a favore delle lavoratrici vittime di violenza di genere che siano inserite in percorsi di protezione, a condizione...