Nei giorni scorsi è entrato in vigore il nuovo Decreto Flussi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17.01.2022. Si tratta dello strumento governativo che determina il numero di cittadini extra-comunitari ammessi a lavorare nel nostro Paese per l’anno corrente, mentre non riguarda i cittadini dell’Unione Europea per i quali vige la libera circolazione, né gli ingressi per ricongiungimenti familiari e motivi umanitari che seguono, invece, altri percorsi amministrativi.
L’istituto in questione, introdotto nel lontano 1998 dalla legge c.d. “Turco-Napolitano”, si prefigge 3 obiettivi fondamentali:
il contrasto all’immigrazione clandestina ed allo sfruttamento criminale dei flussi migratori;
la realizzazione di una politica di ingressi limitati, programmati e regolati;
l’avvio di percorsi di integrazione per i nuovi immigrati e per gli stranieri già regolarmente presenti nel territorio.
C’è da dire che negli anni esso ha un po’ perso di vista questi obiettivi primari, riducendosi a semplice meccanismo di regolarizzazione degli ingressi di manodopera straniera nel nostro Paese.
In tal senso, il dato che balza subito agli occhi di questo Decreto, è la quota massima di lavoratori extra-UE fissata in 69.700 unità, di cui ben 42.000 stagionali destinati ai settori agricolo e turistico-alberghiero. Da un punto di vista quantitativo, si tratta di una svolta rispetto agli...