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Diritto 17 Ottobre 2019

Si stringono le maglie per agire in revocatoria fallimentare

La Cassazione, con l'ordinanza 27.08.2019, n. 21749, torna sul tema della conoscenza dello stato di insolvenza.

La Cassazione, con l'ordinanza 27.08.2019, n. 21749, precisa che la scientia decoctionis in capo al terzo, come effettiva conoscenza dello stato di insolvenza, è oggetto di apprezzamento del giudice di merito, incensurabile in sede di legittimità se correttamente motivato (Cass. 8.02.2018, n. 3081; Cass. 18.04.2011, n. 8827). Naturalmente, prosegue la Corte, poiché nella nuova formulazione dell'art. 360, n. 5, risultante dall'art. 54 D.L. 83/2012, convertito in L. 134/2012, è mancante ogni riferimento letterale alla motivazione della sentenza impugnata, sarà denunciabile in Cassazione solo l'anomalia della motivazione che si tramuti in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all'esistenza della motivazione in sé, purché il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali (Cass., Sezioni Unite, sent. 7.04.2014, n. 8053). Il convincimento del giudice del merito può, poi, formarsi anche attraverso il ricorso alle presunzioni, alla luce del parametro della comune prudenza e avvedutezza e della normale e ordinaria diligenza, ma attribuendo rilevanza peculiare alla condizione professionale dell'accipiens (prenditore) e al contesto nel quale gli atti solutori si sono realizzati (Cass. 8.02.2018, n. 3081 e Cass. 18.04.2011, n. 8827). La certezza logica dell'esistenza dello stato soggettivo, dunque, può...

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