Diritto del lavoro e legislazione sociale
18 Settembre 2026
Soci lavoratori di Srl: stop ai contributi sugli utili non distribuiti
7 ordinanze della Cassazione escludono dalla base IVS gli utili accantonati a riserva nelle Srl ordinarie, mentre la prassi Inps continua a seguire l’impostazione opposta.
La base imponibile previdenziale del socio lavoratore di Srl non può comprendere automaticamente gli utili prodotti dalla società ma non distribuiti, quando tali somme restano accantonate a riserva e non sono imputate fiscalmente al socio. È il principio che emerge dalle ordinanze della sezione Lavoro della Cassazione depositate il 16.09.2026, nn. 25377, 25378, 25379, 25380, 25381, 25382 e 25383. Il passaggio assume rilievo perché interviene su un contenzioso seriale che da anni contrappone l’Inps ai soci lavoratori iscritti alle Gestioni artigiani e commercianti.Il nodo è nella formulazione dell’art. 3-bis D.L. 384/1992, convertito dalla L. 438/1992, che rapporta la contribuzione alla “totalità dei redditi d’impresa denunciati ai fini Irpef”. Nella Srl ordinaria il reddito prodotto dalla società è però assoggettato a Ires in capo alla stessa e non viene imputato, per il solo possesso della partecipazione, alla persona fisica. Se l’assemblea destina l’utile a riserva, la ricchezza rimane quindi nel patrimonio sociale e non entra nella disponibilità del socio come reddito d’impresa (dal 2018 non più tassato ai fini Irpef ma soggetto ad imposta sostitutiva del 26%). Proprio su questo punto la Cassazione, con l’ordinanza interlocutoria 27.02.2026, n. 4489, aveva rimesso la questione alla pubblica udienza, sottolineandone la particolare rilevanza e la natura seriale.Le nuove decisioni si pongono in contrasto con l’impostazione amministrativa finora...