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Accertamento, riscossione e contenzioso 25 Marzo 2026

Società estinta: le sanzioni tributarie non passano ai soci

La Cassazione con la sentenza n. 5986/2026 ribadisce la natura punitiva delle penalità fiscali e la loro intrasmissibilità, con effetto retroattivo del D.Lgs. 87/2024.

Quando una società si estingue, che ne è delle sanzioni tributarie pendenti? I soci subentrano nei debiti d'imposta e negli interessi, certo, ma le penalità fiscali rappresentano un capitolo a parte. La Cassazione, con la sentenza 17.03.2026, n. 5986, ha preso posizione netta su un tema che divideva la giurisprudenza da tempo. La risposta è che quelle sanzioni restano a carico dell'ente e non si trasferiscono ai soci. Questo vale tanto per le società di capitali quanto per le società di persone e per tutti gli enti privi di personalità giuridica.Il ragionamento della Corte parte da una distinzione che nella prassi non sempre viene valorizzata fino in fondo. Le sanzioni civili hanno funzione risarcitoria, servono a compensare un danno e si trasmettono proprio per questo. Le sanzioni amministrative tributarie possiedono invece carattere afflittivo e punitivo, assimilabile a quello delle sanzioni penali: colpiscono chi ha commesso la violazione e nessun altro. È il principio di personalità della responsabilità sanzionatoria, cardine dell'intero impianto del D.Lgs. 472/1997. I giudici di legittimità non nascondono che sul punto esisteva un contrasto. Alcune pronunce precedenti, tra cui le ordinanze nn. 21177/2024 e 23341/2024, che rappresentavano l'orientamento finora prevalente, avevano concluso diversamente: l'estinzione della società integra un fenomeno successorio e i soci subentrano in tutti i debiti sociali, comprese le obbligazioni sanzionatorie, nei limiti di...

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