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Società e contratti 25 Febbraio 2026

Start-up innovative: disciplina, criticità e traiettorie evolutive

In Italia ci sono oltre 12.000 start-up: la legge Concorrenza (L. 193/2024) ha aggiornato i requisiti, mentre il Cndcec propone interventi su capitali, ricerca e Fisco per sostenere la crescita e ridurre gli oneri burocratici.

La start-up innovativa rappresenta oggi il motore trainante della crescita e dell’innovazione nel panorama imprenditoriale italiano. Introdotta nel nostro ordinamento con il D.L. 179/2012 (c.d. decreto Crescita 2.0), questo modello societario è stato pensato per promuovere una nuova cultura imprenditoriale e attrarre talenti e capitali.Per essere definita tale, una start-up deve essere una società di capitali (anche cooperativa) le cui quote non siano quotate su mercati regolamentati. I requisiti fondamentali includono:- essere una micro, piccola o media impresa (PMI);- essere costituita da non più di 60 mesi;- avere un valore della produzione annua non superiore a 5 milioni di euro a partire dal secondo anno;- non distribuire utili, favorendo il reinvestimento per la crescita;- avere come oggetto sociale prevalente lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.Un profilo centrale è la permanenza nella sezione speciale del Registro delle Imprese oltre il terzo anno. La prosecuzione dell’iscrizione, fino a 5 anni, è ora condizionata al raggiungimento di requisiti aggiuntivi, quali l’innalzamento dell’incidenza delle spese in ricerca e sviluppo al 25% oppure la sottoscrizione di contratti di sperimentazione con la Pubblica Amministrazione. In presenza di condizioni specifiche, lo status può essere ulteriormente prorogato fino a 7 o 9 anni, per accompagnare in modo più ordinato la fase di crescita e...

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