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Diritto 16 Novembre 2022

Suggerimenti operativi per la redazione del modello 231

Il D.Lgs. 231/2001 tace e persistono incertezze in merito ai criteri da seguire per la redazione dei modelli 231. Qualche suggerimento operativo.

Non è del tutto corretto ritenere che il D.Lgs. 231/2001 non fornisca indicazioni specifiche in merito ai criteri da seguire per la redazione dei modelli organizzativi previsti dalla norma medesima. L'art. 6, c. 3 del decreto sancisce che “i modelli di organizzazione e gestione possono essere adottati […] sulla base dei codici di comportamento redatti dalle associazioni rappresentative degli enti, comunicati al Ministero della Giustizia che [..] può formulare, entro 30 giorni, osservazioni sulla idoneità dei modelli a prevenire i reati”, vale a dire che una volta validati dal Ministero della Giustizia, i codici di comportamento, meglio definibili come linee guida, costituiscono il punto di riferimento per gli enti che decidono di adottare il modello 231. Va da sé che tali linee guida sono indirizzate a una molteplicità di enti riconducibili al settore associativo specifico e che hanno caratteristiche gestionali e organizzative diverse: da qui la necessità di adattare alla particolare realtà dell’ente le indicazioni in esse contenute. Nell’ipotesi che l’ente non faccia parte di alcuna associazione di categoria, potrà fare riferimento alle linee guida di quella che maggiormente lo rappresenterebbe. In ogni caso, è consigliabile indicare sempre nel corpo documentale quali criteri sono stati seguiti nella predisposizione del modello, per esempio: linee guida...

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