Imposte dirette 23 Dicembre 2025

Svalutazione obbligazioni: criticità del metodo basato sul Mot

La legge di Bilancio 2026 introduce un nuovo criterio per la deducibilità fiscale delle svalutazioni obbligazionarie per i soggetti OIC, legandolo all’andamento del Mot. Una novità che solleva dubbi su efficacia e coerenza applicativa.

L’art. 31 del disegno di legge di Bilancio 2026 introduce una nuova modalità di determinazione del valore minimo deducibile fiscalmente per le svalutazioni delle obbligazioni e degli altri titoli in serie o di massa, con esclusione di azioni e titoli similari, destinata ai soggetti OIC. Secondo la norma, il valore minimo fiscalmente deducibile si ottiene applicando al valore fiscalmente riconosciuto l’eventuale decremento rilevato nell’andamento complessivo del mercato telematico delle obbligazioni (Mot) nell’ultimo semestre.Questa impostazione, sebbene sembri orientata alla semplificazione, risulta problematica per diversi motivi. Innanzitutto, la norma non specifica la decorrenza, lasciando spazio a dubbi interpretativi; tuttavia, secondo prassi consolidata, l’efficacia dovrebbe decorrere dal periodo d’imposta successivo all’entrata in vigore, quindi dal 1.01.2026.Attualmente, gli artt. 94 e 101 del Tuir permettono una valutazione del valore minimo basata su criteri diversificati a seconda del tipo di titolo: per quelli negoziati nei mercati regolamentati, si fa riferimento ai prezzi di fine esercizio o alla media dell’ultimo mese; per i titoli immobilizzati si considera la media dell’ultimo semestre; per i titoli non quotati, si utilizza il confronto con titoli simili o, in assenza, con indicatori obiettivi desunti da provider specializzati. Viceversa, la nuova norma impone un unico criterio per tutti i titoli, inclusi quelli non quotati e i fondi...

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