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Lavoro 01 Luglio 2021

Tanti sussidi e poca fatica?

Il caso dei camerieri, cuochi e barman "introvabili" evidenzia un mercato del lavoro azzoppato e parallelo, che non riesce a essere competitivo nemmeno a fronte dei 500 euro di importo medio del reddito di cittadinanza.

La stagione estiva è arrivata, la pandemia sembra allentare la morsa e la ripartenza dell’economia, iniziando dal settore del turismo, si traduce in un aumento della domanda di lavoro. Dopo mesi di fermo a causa del virus, ci si aspetterebbe una lunga fila di persone disponibili ad accettare un posto di cameriere, cuoco o barman. Invece, dalle notizie che giungono sembrerebbe proprio di no. Perché? Nonostante gli sforzi profusi ai massimi vertici istituzionali per incitare gli italiani all’ottimismo e al coraggio, parre invece che pigrizia e paura (nonché evasione fiscale) abbiano il sopravvento. Infatti, prima con l’avvento del reddito di cittadinanza, poi con tutte le provvidenze pubbliche varate (anche) negli scorsi mesi, in molte situazioni risulta più conveniente rifiutare un posto di lavoro regolare piuttosto che abbandonare la certezza di un bell’aiuto pubblico. O meglio, visto che quattro conti tutti sono capaci di farli, molto spesso è più conveniente mantenere l’aiuto pubblico e contemporaneamente accettare un lavoro in nero, d’amore e d’accordo con tanti – troppi – datori di lavoro che, volenti o nolenti, risultano invischiati. Con la ovvia conseguenza che il mercato del lavoro risulta azzoppato dall’esistenza del conseguente mercato del lavoro parallelo d illegale. Ad ulteriore conferma, va menzionato il fatto che a partire da marzo scorso e per tutto il 2021,...

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