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Accertamento, riscossione e contenzioso 13 Agosto 2026

TCF, il controllo fiscale comincia dai processi contabili

Il TCF integra rischio fiscale e controlli contabili: qualità del dato, formalizzazione e verifiche operative diventano centrali per una governance fiscale affidabile e trasparente.

La nuova disciplina dell’adempimento collaborativo rafforza il collegamento tra controllo del rischio fiscale e affidabilità dell’informazione contabile. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 6/E/2026 chiarisce che il Tax control framework (TCF) non può essere considerato un sistema isolato: deve dialogare con i presidi già esistenti nell’impresa e, in particolare, con quelli posti a tutela della qualità del dato finanziario e contabile.Molti rischi fiscali possono originare da dati contabili incompleti, non correttamente rilevati o non adeguatamente sottoposti a controllo. Per questa ragione, la mappatura dei rischi fiscali deve intercettare anche i rischi contabili capaci di produrre effetti tributari. L’affidabilità del dato diventa così una componente strutturale del sistema di controllo fiscale, non un presupposto esterno dato per acquisito.Per le imprese che applicano la L. 262/2005, il Sarbanes-Oxley Act (SOX) o sistemi equivalenti, l’Agenzia riconosce che la solidità del dato contabile e l’adeguatezza dei relativi controlli possono essere desunte dal framework già esistente, purché supportato da verifiche sul disegno e sull’effettiva operatività dei controlli. Il tax risk officer (TRO) può quindi utilizzare le risultanze delle funzioni responsabili dei controlli contabili, evitando duplicazioni e costruendo il TCF su evidenze già disponibili.La questione diventa più delicata per le imprese prive di un sistema 262, SOX o equivalente....

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