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Accertamento, riscossione e contenzioso 29 Maggio 2026

TCF: il rischio fiscale si governa dall'interno

Dalla certificazione del TCF al tax risk manager: il percorso verso una tax governance strutturata passa per competenze che il mercato stenta ancora a riconoscere.

Parlare di adempimento collaborativo come di un semplice adempimento documentale sarebbe, francamente, riduttivo. Il regime disciplinato dal D.Lgs. 128/2015 non si esaurisce in una pratica burocratica. Con il D.M. 6.12.2024 sono stati poi disciplinati i requisiti soggettivi e oggettivi per l'accesso al regime e le relative modalità operative di ammissione. Il quadro normativo si è ulteriormente arricchito con il D.M. 212/2024 che ha dettato la disciplina dei requisiti, dei compiti e degli adempimenti dei professionisti abilitati alla certificazione del TCF. L'adempimento collaborativo impone alle aziende un ripensamento vero, strutturale, del modo in cui gestiscono il rischio fiscale all'interno dei propri processi: significa mettere mano all'organizzazione, alla governance, ai sistemi di controllo interno, in un cambiamento che non è semplice né indolore. Il punto centrale è questo: non basta avere buoni commercialisti o un ufficio fiscale efficiente. Il tax control framework richiede figure capaci di leggere il rischio là dove si forma, cioè dentro i processi operativi, non solo nei bilanci o nelle dichiarazioni. Servono competenze "ibride", che sappiano unire la sensibilità tributaria alla conoscenza dei processi aziendali, alla capacità di risk assessment, al monitoraggio sistematico dei controlli interni: non una semplice somma di saperi già esistenti, ma qualcosa di strutturalmente diverso, che le organizzazioni tradizionali faticano ancora a incorporare.In...

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