Il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo (ex FUS) entra nel suo secondo anno del triennio. Il 2026 rappresenta una tappa cruciale per consolidare i finanziamenti ottenuti, richiedendo agli operatori precisione tra consuntivi e nuove proposte. Scadenze immediate: per gli organismi già ammessi al contributo triennale, la finestra per presentare i Programmi 2026 e i Consuntivi 2025 si chiude il 31.01.2026. Progetti speciali: sono stati stanziati fondi per eventi unici e rassegne non ripetibili da concludersi entro il 31.12.2026, con contributi fino a 85.000 euro per progetto.
Welfare e indennità di discontinuità (IDIS) - Il 2026 consolida l'indennità di discontinuità (IDIS), lo strumento volto a sostenere economicamente i periodi di formazione, preparazione e studio. La Manovra 2026 ha apportato modifiche sostanziali per ampliare la platea dei beneficiari:
- requisiti reddituali. La soglia massima di reddito Irpef per accedere al sostegno è stata innalzata a 35.000 euro (rispetto ai precedenti 30.000 euro), permettendo a una fascia più ampia di professionisti di beneficiare della misura;
- requisiti contributivi. Per la generalità dei lavoratori (inclusi i tecnici e la maggior parte degli artisti), restano necessarie almeno 51 giornate di contribuzione accreditate al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (FPLS) nell'anno precedente; viene confermata la deroga speciale per gli attori cinematografici e dell'audiovisivo, per i quali il requisito minimo è ridotto a sole 15 giornate annue (o 30 nel biennio);
- equo compenso e contrattualistica. Entro il 2026, il tavolo tecnico "Welfare Spettacolo" definirà i parametri minimi per l'equo compenso. Questo renderà obbligatorio inserire nei contratti di scrittura tariffe minime inderogabili, equiparando finalmente il valore delle prove a quello della prestazione "sul palco";
- scadenze. La domanda per l'indennità maturata nel 2025 dovrà essere presentata telematicamente all'Inps entro il 30.04.2026.
Tax credit e digitalizzazione - Il credito d'imposta non riguarda più solo le grandi produzioni cinematografiche, ma è vitale per le compagnie teatrali che puntano sull'innovazione:
- tax credit cinema (per il teatro). Se si registra uno spettacolo per la distribuzione TV o Web nel 2026, le sessioni di richiesta tramite piattaforma DGCOL seguiranno nuove finestre (solitamente 3 ripartizioni annue). Resta l'aliquota del 40% per le opere di particolare valore culturale. L'opera deve essere riconosciuta come opera audiovisiva di nazionalità italiana. Per il "teatro registrato" è necessario che l'impresa abbia il codice ATECO 59.11.00 (Attività di produzione cinematografica, di video e programmi televisivi) oltre a quelli teatrali;
- tracciabilità. Dal 2026 si intensificano i controlli automatici sulla tracciabilità dei pagamenti e sulla congruità dei costi dichiarati per i crediti d'imposta.
Art Bonus - Per quanto riguarda il sostegno privato anche per quest'anno, chi dona a favore di teatri e istituzioni culturali può contare su un credito d'imposta del 65%. È uno strumento stabile che non scade, ma che richiede una narrazione attenta: i teatri devono promuovere con efficacia i propri progetti ai donatori, spiegando che un contributo oggi si traduce in un risparmio fiscale ripartito nei prossimi 3 anni. Per il 2026, il Ministero della Cultura sta promuovendo l'uso del bonus anche per progetti teatrali svolti in luoghi non convenzionali (siti Unesco, ospedali e carceri), ampliando la platea degli enti che possono ricevere donazioni detraibili.
Regime forfetario e fatturazione elettronica - Per i professionisti del settore artistico in possesso di Partita Iva, il 2026 conferma la soglia degli 85.000 euro di incassi annui quale limite per la permanenza nel regime agevolato. La gestione amministrativa richiede tuttavia il rispetto di requisiti aggiornati e procedure di controllo più rigorose.
