Economia 04 Maggio 2022

Tempo di seconda mano

Parlando in questi giorni della crisi Ucraina, la scrittrice Svetlana Aleksievic definisce l’immenso scarto culturale tra il "prima" e il "dopo" rappresentato dalla fine dell’Urss.

Parlando in questi giorni della crisi Ucraina, la scrittrice Svetlana Aleksievic definisce l’immenso scarto culturale tra il "prima" e il "dopo" rappresentato dalla fine dell’Urss come “un fiume di voci che riemerge come un fenomeno carsico dalle macerie, materiali e spirituali, della storia russa recente”, rappresentando come la società russa abbia reagito di fronte alla libertà inaspettata di cui si è trovata improvvisamente a godere, o a poter approfittare, dopo la caduta del regime, passando attraverso l’apertura di Gorbaciov, per arrivare a Eltsin e condividere tristemente, oggi nell’era Putin, come il crollo degli ideali effimeri inculcati nella cultura sovietica dall’innovazione culturale e sociale post marxista abbia condotto via via il paese ad una nuova situazione di contestazione interna, caratterizzata da scontento popolare e nuove tendenze nazionaliste, con differenze sociali tanto evidenti quanto pericolose per il paese e per l’equilibrio internazionale. Un ritorno al passato o una continuità nell’evoluzione? Di certo c’è che (la storia lo testimonia) che ogni rivoluzione culturale si innesca su una situazione economico-sociale che presenta forti criticità, ponendo l’uomo e le categorie di individui di fronte, contemporaneamente, ad una esponenziale crescita della propria libertà contrappesata dalla pesante...

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