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Diritto del lavoro e legislazione sociale 17 Febbraio 2026

Tracciabilità dei mezzi dei rifiuti, viola lo Statuto dei lavoratori?

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con nota n. 831/2026, è intervenuto in merito alla compatibilità tra la tracciabilità imposta ai mezzi che movimentano rifiuti e la prescrizione prevista dall’art. 4 dello Statuto dei lavoratori.

Le aziende interessate dall’applicazione del D.M. 59/2023, che detta la disciplina del sistema di tracciabilità dei rifiuti e del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI) ai sensi dell'art. 188-bis D.Lgs. 152/2006, possono essere esonerate dalla procedura prevista dall’art. 4 L. 300/1970, che vieta l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori? In altri termini, come si concilia una normativa che prescrive un sistema di tracciabilità dei mezzi che movimentano rifiuti (al fine di prevenire la commissione dei cosiddetti reati ambientali) con un’altra che vieta il controllo a distanza dei lavoratori per non ledere i loro diritti sindacali e di privacy?Passando dai principi al livello fattuale, il dubbio da chiarire è se l’installazione di sistemi di geolocalizzazione sui veicoli addetti al trasporto di rifiuti pericolosi costituirebbe, sulla scorta della normativa richiamata, un requisito di idoneità tecnica indefettibile per le aziende del settore interessate, determinando, pertanto, l’eventuale equiparazione degli stessi impianti di localizzazione agli strumenti di lavoro utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e, di conseguenza, la mancata applicazione della procedura di cui all’art. 4 L. 300/1970. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 831/2026, ha dapprima richiamato l’art. 188-bis D.Lgs. 152/2006 che...

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