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Diritto 14 Novembre 2023

Traffico di influenze illecite e corruzione: qual è la differenza?

Soggetto agente e modalità di realizzazione del reato sono gli elementi che integrano le due fattispecie.

La fattispecie di “Traffico di influenze illecite” di cui all’art. 346-bis c.p. prevede una forma di tutela anticipata dell’interesse alla legalità, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, finalizzata a punire, prima che l’accordo corruttivo si perfezioni (c.d. pactum sceleris), chi si pone come tramite tra corrotto e corruttore, sfruttando la propria influenza e/o conoscenza con il soggetto da corrompere. Si tratta di un reato comune, ossia può essere commesso da chiunque, in quanto sia il corruttore che il mediatore non devono possedere una qualifica soggettiva particolare. Solo nel caso in cui il mediatore abbia la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio è previsto un aggravamento di pena. Nella specie, è un reato “plurisoggettivo” in quanto oltre al mediatore è punito anche il committente della mediazione. Il reato di “Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio” (art. 319 c.p.) è invece un “reato proprio”, vale a dire che può essere commesso solo da chi riveste una specifica qualifica soggettiva: pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio (c.d. intraneus), e per il quale, ex art. 321 c.p. “Pene per il corruttore”, può essere punito anche il concorrente necessario (c.d. extraneus), ossia chi dà o promette denaro o altre utilità. Anche nel caso...

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