Accertamento, riscossione e contenzioso 17 Giugno 2024

Transfer pricing domestico, le indicazioni della Cassazione

La Suprema Corte ribadisce l’importanza della definizione del valore normale riferita a contestazioni di transfer pricing domestico.

Da sempre, il dibattito giurisprudenziale avente a oggetto le contestazioni sul transfer pricing domestico ha coinvolto, oltre alla giurisprudenza, anche una buona parte della dottrina, chiamata a elaborare spunti interpretativi per rendere chiaro e comprensibile il tema. Ultimo intervento di rilievo, in ordine di tempo, si registra un'interessante pronuncia della Corte di Cassazione. Si tratta in particolare della sentenza della Cass. Civ. Sez. V, 5.03.2024, n. 5859, la quale contiene un compendio delle soluzioni proposte riguardo alle contestazioni sui prezzi di trasferimento applicabili in ambito nazionale. La questione giuridica oggetto di controversa interpretazione attiene alla puntuale esegesi del rapporto itra l'art. 9 e l’art. 110, c. 7 del Tuir. Nel caso oggetto di intervento giurisdizionale, l’accertamento del Fisco ha riguardato alcune cessioni realizzate all’interno del medesimo gruppo, coinvolgenti imprese collocate all’interno del territorio nazionale. Veniva nello specifico contestato il fatto che la contribuente ricorrente, per le cessioni operate ad altra società del gruppo avesse applicato un prezzo con un ricarico del 4%, inidoneo a remunerare i costi, atteso che la corretta remunerazione veniva calcolata con una percentuale di ricarico congrua del 10%. Nei giudizi di merito in primo grado, il giudice tributario accoglieva il ricorso della contribuente osservando che l’Amministrazione Finanziaria non aveva...

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