Trasferte 2025: rimborsi, tracciabilità e chiarimenti delle Entrate
La circolare dell’Agenzia delle Entrate 22.12.2025, n. 15/E chiarisce il regime fiscale dei rimborsi spese per trasferte comunali ed extra-comunali, le modalità di indennizzo ammesse, i limiti di esenzione e l’impatto dell’obbligo di tracciabilità per dipendenti, autonomi e imprese.
Nell'ordinamento giuridico non vi è una definizione legislativa, giuslavoristica o fiscale del termine “trasferta”; pertanto, si è soliti intenderla quale spostamento momentaneo di un lavoratore presso una località/sede diversa da quella in cui svolge normalmente la sua prestazione lavorativa, destinazione che non potrà mai dirsi definitiva. La trasferta si verifica in esecuzione di un ordine di servizio da parte del datore di lavoro, generalmente dettata da esigenze transitorie ed imprevedibili. In occasione delle trasferte il lavoratore può essere tenuto a sostenere alcune spese, generalmente correlate al trasporto e al vitto e, in alcuni casi, anche all’alloggio. Il datore di lavoro è tenuto quindi a rimborsare al lavoratore l’importo delle spese sostenute, il cui regime fiscale di esenzione (o imposizione) è differente a seconda che si tratti di trasferte eseguite nel Comune della sede di lavoro o al di fuori della sede di lavoro, nonché dalla modalità di indennizzo utilizzata.I rimborsi riconosciuti nell'ambito di trasferte eseguite nel Comune della sede di lavoro concorrono integralmente alla formazione del reddito da lavoro dipendente. Con l’obiettivo di semplificare la documentazione richiesta per giustificare le spese sostenute dal dipendente, tra le diverse novità introdotte nel 2025, non è più richiesto che le spese siano attestate “da documenti provenienti dal vettore”. L'art. 3, c. 1, lett. b), n. 3) D.Lgs. 192/2024 ha novellato che i...