Trasformazione eterogenea e costi fiscalmente riconosciuti
Nel caso di trasformazioni eterogenee di enti non commerciali in società si pone il problema di determinare il costo fiscalmente riconosciuto delle partecipazioni dei soci della società trasformata.
La partecipazione costituisce, in una logica tipicamente aziendalistica (che costituisce nel contempo il prisma valutativo più prossimo a quello fiscale), il riflesso dell’azienda della società, alla stregua di un raccordo ombelicale tra un bene di primo grado (l’azienda) e un bene di secondo grado (la partecipazione). L’azienda e la partecipazione, anche se governate da regole giuridiche diverse sia in ordine al loro regolamento strutturale sia in ordine alle loro relative vicende circolatorie, da un punto di vista economico convergono verso una sostanziale unitarietà, per cui l’indagine sul costo fiscalmente attribuibile alle partecipazioni non può che derivare dal costo fiscalmente riconoscibile del compendio patrimoniale della società trasformata.L’art. 171, c. 2 del Tuir in ordine al compendio patrimoniale dell’ente trasformando prospetta una continuità dei valori fiscali dei beni costituenti l’azienda già precostituita nell’ente non commerciale e raccorda gli effetti fiscali propri del conferimento (art. 9, c. 5 del Tuir) all’ulteriore dote patrimoniale dell’ente medesimo. Tale indicazione legislativa è alla base della necessaria indagine in ordine alle fattispecie imponibili fiscalmente previste come rilevanti nel caso di conferimenti isolati di beni alla luce dell’art. 9, c. 5 del Tuir. Tale indagine riversa la sua diretta influenza nella determinazione del costo fiscale delle partecipazioni dei soci della società trasformata, dal...