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Diritto del lavoro e legislazione sociale 01 Luglio 2026

Trasparenza e parità salariale, le mosse del Governo

La Direttiva UE 2023/970 e il decreto di recepimento puntano a rendere effettiva la parità salariale attraverso trasparenza, reporting e tutele, spingendo le imprese a rivedere politiche e strutture retributive.

Leggendo l’approfondimento del World Inequality Report 2026 sulla disuguaglianza di genere, colpisce quanto i divari restino ancora profondi e strutturali, anche nei Paesi che tendiamo a considerare più “avanzati”. Redditi, carriere, accesso alle opportunità e presenza nei luoghi decisionali continuano a essere segnati da differenze persistenti tra sessi diversi. Il report mostra con chiarezza che purtroppo i progressi in materia non sono automatici: senza scelte intenzionali, le disuguaglianze tendono a riprodursi. Gli stessi segnali si colgono leggendo anche la Relazione “L’Italia in chiave di genere 2022-2024” della Consigliera Nazionale di Parità e pubblicata negli scorsi mesi dal Ministero del Lavoro. Ebbene, con la Direttiva Europea 2023/970 e con lo schema di decreto legislativo di recepimento approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 5.02.2026 (tuttora al vaglio delle Commissioni parlamentari interessate), il baricentro dell’intervento normativo si sposta: non più mera affermazione di principio, bensì costruzione di un sistema di trasparenza capace di rendere la parità verificabile, misurabile e concretamente esigibile prima, durante e dopo il rapporto di lavoro.In pratica, l’obiettivo del legislatore è quello di superare la constatata inefficacia pratica del principio di parità retributiva, sancito più e più volte. Finora l’ostacolo non è stato l’assenza di norme, ma la loro scarsa effettività, dovuta perlopiù a 3...

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