Il legale rappresentante di una Srl, indagato per dichiarazione fraudolenta, e il terzo interessato, ossia il trust, presentavano ricorso contro la decisione del Tribunale che confermava il sequestro preventivo delle somme di denaro e, in mancanza, la misura per equivalente su qualsiasi bene nella disponibilità del ricorrente. La difesa contesta il giudizio di fittizietà dell'intestazione dei beni sottoposti a sequestro, non emergendo dagli atti processuali alcun elemento utile, essendo invece pacifico e significativo, da un lato, che i beni locati erano rimasti nella disponibilità dei trust; dall'altro, che non c'era stata alcuna concomitanza tra il conferimento dei beni nei trust e le contestazioni del Fisco all'indagato: nel caso in esame, il Tribunale sarebbe arrivato all'illogica conclusione secondo cui il conferimento da parte dell'indagato dei beni immobili al trust doveva ritenersi fittizio, poiché i beni oggetto di cautela reale sono rimasti di fatto nella disponibilità del ricorrente e della sua famiglia.
Secondo la la Corte di Cassazione (sentenza 25.10.2021, n. 38088), l'impostazione seguita dai giudici cautelari è esente da censure e coerente con l'orientamento della Cassazione n. 9229/2016, secondo cui l'azione ablatoria del giudice penale non può essere impedita da ricorso agli istituti di segregazione patrimoniale disciplinati dal legislatore civile, nel caso in cui tali...