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Lavoro 10 Settembre 2019

Tutele crescenti al vaglio della Corte UE


Come noto, il Jobs Act e in particolare il D.Lgs. 23/2015 (uno dei suoi principali decreti attuativi) hanno introdotto un nuovo regime sanzionatorio in caso di licenziamento illegittimo per tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato post 7.03.2015. Meno noto, invece, è che l'intervento normativo non si è limitato a modificato il regime di tutele cui può avere accesso il lavoratore in caso di illegittimità del licenziamento individuale: il D.Lgs. 23/2015 ha, infatti, apportato significative modifiche anche alle tutele applicabili ai lavoratori licenziati illegittimamente nell'ambito di un licenziamento collettivo ex artt. 4 e 24 L. 223/1991. Come per altri punti del sistema sanzionatorio introdotto dal D.Lgs. 23/2015 (il cosiddetto sistema delle tutele crescenti), tuttavia, anche in merito alle modifiche apportate in questo ambito si sono sin da subito registrate voci critiche, le quali muovono dalla costatazione di un'evidente disparità di trattamento tra lavoratori assunti prima o dopo il 7.03.2015: questi ultimi, infatti, pur in presenza dei medesimi vizi che inficiano la legittimità del licenziamento collettivo, hanno accesso a una tutela fortemente depotenziata rispetto ai colleghi licenziati nell'ambito della medesima procedura e ciò per il solo fatto di essere assunti in una data successiva. Nel solco di questo dibattito si ascrive la recente ordinanza del...

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