Il rifiuto e lo scarto diventano un ricavo o un minore costo, perché possono essere riutilizzati in nuovi processi produttivi, con ricadute economiche e ambientali.
Sarà l’economia circolare il nuovo paradigma che ci aiuterà ad uscire dalla crisi post-Covid19? Con questo concetto si intendono quei modelli economici che fanno perno sul riciclo, riuso e riutilizzo delle risorse, determinando da un punto di vista strettamente economico il passaggio del rifiuto dallo status di costo allo status di risorsa produttiva. Il rifiuto e lo scarto diventano quindi un’opportunità di ricavo, oppure semplicemente un minore costo, perché possono essere riutilizzati in nuovi processi produttivi invece di essere buttati, risparmiando molto spesso i costi di smaltimento. Il principio è molto semplice ed è quello che utilizzavano in nostri nonni per risparmiare. Oggi oltre all’aspetto economico - o meglio, prima dell’aspetto economico - c’è l’attenzione all’ambiente, che ci dà anche un’opportunità concreta di ricaduta sui ricavi anche per altre ragioni.
L’economia circolare è anche condivisione e prestito, e anche sotto questo aspetto l’impatto economico di risparmio di risorse e quindi di contenimento dei costi è evidente. Sul web e sui quotidiani non si fa che parlare di economia circolare, green economy, industria green, Pmi sostenibili, sharing economy e simili. I finanziamenti e le opportunità di ottenere contributi stanno aumentando, sia a livello nazionale sia a livello europeo, e il linguaggio è...