Secondo alcune correnti filosofiche il modello individualista predominante, estremizzato dalla società moderna dall'avvento della società industriale, è rappresentativo di un sistema prospetticamente portato all'autodistruzione.
Dal lato economico, la crisi pone l'individuo e l'azienda a confronto con la forte spinta esistenziale verso la ricerca di un valido compromesso sociale tra una visione ottimistica spiccatamente di matrice borghese (che troverebbe le sue ragioni nella potenziale ripresa dei mercati e nella conseguente affermazione dei valori individuali) e lo stato depressivo generato da un possibile consolidamento della condizione individuale di impotenza storica, percepito normalmente dall'uomo nelle fasi di crisi e di emergenza.
Quotidianamente, in parole povere, il singolo (imprenditore o no) vive una contraddizione oggettiva tra la realizzazione progressiva dell'evoluzione tecnico-scientifica portata a compimento nel corso degli ultimi decenni, tale oggi da poter garantire condizioni di vita ottimali, e la realtà planetaria della recessione che, di fatto, attraverso il sensibile peggioramento delle condizioni economiche, sociali e ambientali, produce effetti esattamente contrari.
Sul versante socio-esistenziale si rileva, per contro, una serie di cause fondate sull'indiscusso predominio culturale del singolo sulla società, associato e mosso al tempo stesso da uno spiccato desiderio di affermazione...