Al processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di finanza viene riconosciuta una rilevanza e una fede privilegiata dall'art. 2700 C.C., in considerazione della sua promanazione. Tale principio, oggetto di un ampio novero di interventi giurisprudenziali che ne hanno confermato la rilevanza, è stato recentemente ribadito dalla Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza 28.09.2018, n. 23511.
Nello specifico, i giudici hanno rilevato l'incontrovertibile valenza probatoria del cosiddetto PVC redatto dalla Guardia di Finanza, relativamente ai fatti riportati e attestati, in quanto le circostanze rappresentate sono da ritenere altamente attendibili, anche con riferimento all’organo da cui promanano.
Tale conclusione risulta in realtà perfettamente aderente al dettato letterale del citato art. 2700, che sancisce appunto il riconoscimento della fede privilegiata di tutti quei fatti e circostanze che siano attestati dal pubblico ufficiale, fino a ricomprendere anche la veridicità delle dichiarazioni rese da terze parti eventualmente raccolte e consacrate nell’atto di constatazione.
A tal uopo, è opportuno osservare come tale valenza sia conferibile non soltanto al PVC, ma a ogni altro atto sempre formato dai militari del corpo della Guardia di Finanza come per esempio possono essere le segnalazioni operate dallo stesso organo, con riferimento agli esiti delle loro attività ispettive. Tali conclusioni, pienamente...