Economia 04 Agosto 2022

Uomo, ambiente e radici imprenditoriali

Se interrogassimo un qualsiasi cittadino in tema educazione ambientale, molto probabilmente riceveremmo una risposta che lascia trasparire incertezza, forse legata a una astrazione del concetto di vita quotidiana da quello di degrado.

Nonostante l’attualità scottante, non esiste ancora a livello individuale la consapevolezza di un rapporto con la natura che, traendo spunto dalla propria genesi filosofica, si trasferisca concretamente nella quotidianità tanto da condizionarla. Può essere però confortante il fatto che sia comunque presente in maniera diffusa la percezione di uno squilibrio ambientale, imputabile per lo più all’abuso delle risorse terrestri da parte della società o delle attività produttive, o almeno al modo in cui la stessa amministra abitualmente processi produttivi, risorse rinnovabili e non, sistemi di verifica e previsione dei fenomeni naturali che entrano con ruoli attivi nella regolazione dell’ecosistema mondiale. Alcune cose non sono cambiate. Ancora oggi meno del 20% della popolazione mondiale utilizza oltre l’80% delle risorse naturali, intese in senso lato e, limitando l’analisi al patrimonio marino, la percentuale non scende comunque al di sotto del 30%. Se il mondo piange, l’Italia non ride. Nel nostro Paese, infatti, mentre assistiamo a logiche e motivate proteste contro la distruzione progressiva della foresta amazzonica (oggi, dato condiviso, esiste la metà delle foreste tropicali che esistevano solo 50 anni fa e, proseguendo di questo passo, le stesse sono destinate ad un esaurimento precoce, stimato probabilmente entro il 2037), la produzione di rifiuti pro capite è di...

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