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Società 05 Aprile 2023

Utili distribuiti da società a ristretta base associativa

In caso di utile extrabilancio ai fini dell'imputazione rileva solo la compagine sociale esistente alla chiusura del periodo d’imposta.

La Corte di Cassazione è stata di recente investita della questione relativa all’imputazione di utili extrabilancio in caso di mutamento della compagine sociale nel corso del periodo d’imposta. Più precisamente il socio A di una società di capitali a c.d. ristretta base sociale aveva ceduto la partecipazione al socio B nel corso del periodo d’imposta 2013. A fronte di un avviso di accertamento notificato alla società partecipata e divenuto definitivo per mancata impugnazione, l’Agenzia delle Entrate notificava un avviso di accertamento ad ogni socio, compreso il socio uscente, ripartendo in proporzione al periodo di possesso della partecipazione la quota di utili extrabilancio di relativa spettanza tra il socio uscente (A) ed il socio subentrante (B). La CTR della Campania nella sentenza emessa sanciva l’illegittimità dell’avviso di accertamento notificato al socio uscente (A), in quanto per tale Giudice regionale la presunzione della percezione degli utili extrabilancio può operare solo nei confronti dei soci che risultano tali alla fine dell’esercizio e che approvano il bilancio. Con la sentenza 10.03.2023, n. 7190, la Corte di Cassazione ha ritenuto di confermare il principio di diritto della CTR della Campania, esponendo in sentenza il passo testuale che si riporta: “In tema di redditi prodotti da società di capitali a ristretta base partecipativa, qualora nel corso di un...

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