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Diritto 08 Gennaio 2019

Utili extra-contabili? Le conseguenze dell'estraneità nella gestione


La presunzione di distribuzione di utili extra-contabili destinati ai soci, all'interno di una compagine sociale a ristretta base societaria, rappresenta oramai una prassi ricorrente nel contesto di procedure accertative condotte ai fini delle imposte sui redditi. Tale presunzione, non prevista da alcuna norma di diritto positivo, risulta essere il frutto di una complessa elaborazione della giurisprudenza di legittimità che, mutuando dalla disciplina della ripartizione “per trasparenza” degli utili, così come avviene (ex art. 5 del TUIR) per le società di persone, ha conferito una chiara collocazione logico-sistematica alla redistribuzione di utili extrabilancio delle società di capitali. Il principio espresso, elaborato dalla giurisprudenza, si fonda in sostanza sul criterio logico in base al quale risulterebbe ragionevole, secondo le regole di comune esperienza, ritenere che la ristretta base societaria implichi di per sè un elevato grado di compartecipazione nella gestione e, di conseguenza, anche un controllo di carattere reciproco tra gli stessi soci, tale da consentire la piena conoscenza degli affari sociali genericamente intesi, compresa l'eventuale esistenza di utili extra-contabili ritenuti, come solitamente avviene, oggetto di redistribuzione in ragione delle rispettive quote di partecipazione al capitale sociale. Da questa datata argomentazione ne è derivato il seguente assioma: “gli utili...

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