La fine dell'anno si avvicina ed è l'occasione per fare il punto della situazione tra titolare e collaboratori. È il momento in cui si capisce insieme com'è andato l'anno lavorativo, quali sono stati i miglioramenti di ciascuno, quali i risultati raggiunti e quali sono per l'anno nuovo i progetti di crescita individuali.Il colloquio di fine anno è un momento strategico di confronto, uno spazio utilissimo per evitare di procedere come il criceto in una ruota; qui il collaboratore riceve un feedback sul proprio operato e anche il titolare ha l’occasione di ricevere un feedback sulla sua capacità di gestire lo studio e la sua leadership.
Peccato che il più delle volte questo colloquio venga fatto senza preparazione alcuna, a volte nei ritagli di tempo tra una scadenza e l'altra. Il risultato è che questo colloquio passa dall’essere un momento strategico a un adempimento abitudinario, poco più che una chiacchierata messa lì senza dati e senza progettualità concreta.Cominciamo con il dire che situazioni di questo tipo non si improvvisano, si preparano. Da un lato, abbiamo il collaboratore che ha lavorato per tutto l'anno, ricevendo spesso pochi feedback e il più delle volte solo in occasione di problemi o di errori. Questo collaboratore porta con sé demotivazione, rassegnazione o addirittura frustrazione; a volte, persino rabbia. Dall'altra parte, abbiamo il titolare che molto...