Il contratto di rete, introdotto dall'art. 3, c. 4-ter D.L. 5/2009, è una preziosa opportunità per 2 o più imprenditori che intendono collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti il core business delle proprie imprese, scambiandosi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica, oppure per esercitare in comune una o più attività rientranti nel proprio oggetto. Questo strumento consente alle piccole e medie imprese di contrastare i limiti e gli svantaggi legati alla dimensione ridotta e di svilupparsi in maniera condivisa e aggregata, complice anche una migliore flessibilità gestionale, in primis la mobilità della forza lavoro che, all'interno di una rete, gode di un'elasticità tipica di questo contratto (e che non sarebbe perseguibile in altro modo) attraverso 2 strumenti specifici:
Codatorialità: messa “a fattor comune” di specifici lavoratori indicati nel contratto, già dipendenti delle imprese retiste oppure assunti ex novo da una di esse, che presteranno la loro attività a favore di uno o più datori retisti. Il contratto di rete ne deve stabilire le regole di ingaggio e determinare le responsabilità penali, civili e amministrative nonché eventualmente limitare la solidarietà tra i retisti. Utile la nomina di un manager di rete, incaricato di gestire i rapporti col personale interessato,...