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Diritto
23 Dicembre 2022
Vendita di animali da compagnia: si applica il codice del consumo
Le ultime statistiche indicano la presenza di almeno un animale da compagnia o d’affezione nel 40% delle famiglie. Ormai l’animale da compagnia o d’affezione è entrato a fare parte del nucleo familiare. Come comportarsi in caso di difetti?
Si è espressa la Cassazione civile, sez. II, sent. 6.12.2022, n. 35844, sul seguente caso: un soggetto conveniva in giudizio una società per ottenere la condanna al risarcimento dei danni subiti, in relazione all'acquisto di un cane di razza bulldog inglese che, sin dal momento della vendita, era affetto da malattia diagnosticata come broncopolmonite con pleurite pericardite. Secondo il ricorrente, la società convenuta, che gestiva un allevamento, era inadempiente per aver consegnato un animale affetto da un vizio tale da renderlo inidoneo all'uso cui era destinato o tale da diminuirne in modo apprezzabile il valore.
Il giudice di primo grado accoglieva la domanda e condannava la società convenuta per essere incorsa in un inadempimento di natura contrattuale. La Cassazione, al riguardo, ha affermato che in tema di compravendita di animali, la persona fisica che acquista un animale da compagnia (o d'affezione), per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente esercitata, va qualificato a tutti gli effetti "consumatore", così come va qualificato "venditore", ai sensi del codice del consumo, chi, nell'esercizio del commercio o di altra attività imprenditoriale vende un animale da compagnia che, a sua volta, in quanto "cosa mobile" in senso giuridico, costituisce "bene di consumo".
Ne consegue...