Verbali di cassa: carenze che la Corte dei conti contesta ai revisori
Dall’indagine della Sezione Emilia-Romagna emergono le omissioni più frequenti nelle verifiche trimestrali: cadenza non rispettata, anticipazioni e giacenze vincolate senza traccia, flussi di cassa non ricostruiti.
I pareri e i verbali dei revisori degli enti locali costituiscono, per la magistratura contabile, la principale fonte di informazione qualificata. Il riferimento normativo è l’art. 1, c. 166 e seguenti L. 266/2005 e gli artt. 148 e 148-bis del Tuel. Proprio sulla base di tali disposizioni, la Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna ha avviato, con la deliberazione n. 27/2022/INPR, un’indagine sulla verifica della consistenza della cassa e del fondo rischi da contenzioso. Gli esiti parziali, riferiti al 2021, sono nella deliberazione n. 5/2024/VSG, adunanza del 19.01.2024. Pur riferita al 2021, l’indagine conserva attualità. Le criticità evidenziate riguardano profili strutturali della gestione della liquidità e dei flussi finanziari, ancora centrali nei controlli sugli enti locali.
In questo contesto assume particolare rilievo il sistema delle verifiche affidate all’organo di revisione. L’art. 223 del Tuel impone, infatti, verifiche ordinarie di cassa con cadenza trimestrale, unitamente ai controlli sulla gestione del servizio di tesoreria e sugli altri agenti contabili dell’ente, vale a dire economo, riscuotitori speciali, consegnatari e sub-consegnatari. A tali verifiche si aggiungono quelle straordinarie previste dall’art. 224 del Tuel in occasione del mutamento del sindaco, del presidente della provincia, del sindaco metropolitano o del presidente della comunità...