Diritto privato, commerciale e amministrativo 12 Gennaio 2026

Videosorveglianza urbana: Comune sanzionato per illegittimità commesse

Dalla lettura del provvedimento sanzionatorio emanato dal Garante emergono alcuni elementi chiave a cui bisogna fare attenzione per poter attivare correttamente sistemi di videosorveglianza urbani.

Tutto il provvedimento è frutto di un'istruttoria iniziata da una segnalazione presentata all’Autorità (ai sensi dell’art. 144 del Codice). È interessante evidenziare i principali elementi che hanno contribuito a ritenere illegittimo il trattamento del sistema di videosorveglianza di un piccolo Comune laziale.Innanzitutto, i soggetti pubblici possono, di regola, trattare dati personali mediante dispositivi video se il trattamento è necessario per adempiere ad un obbligo legale o per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri (art. 6, par. 1, lett. c) ed e) e par. 2 e 3 del GDPR). In ogni caso, il titolare è tenuto a rispettare i principi in materia di protezione dei dati personali, fra i quali, quelli di “liceità, correttezza e trasparenza” e “minimizzazione” (art. 5, par.1, lett. a) e c) del GDPR).In tale contesto, è consentito ai Comuni l’impiego di telecamere di videosorveglianza atte a riprendere ad ampio raggio e su base continuativa la pubblica via, ai soli fini di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, previa stipula di un Patto per l’attuazione della sicurezza urbana con la Prefettura territorialmente competente. Precisando che, nel caso in cui nel Patto non vengano definite le zone maggiormente a rischio, ci devono essere evidenze (es. in verbali del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica o in altra documentazione) che attestino...

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