Vigilanza cooperative: novità su prevalenza e assetti organizzativi
La nuova modulistica MIMIT fissa il principio di "omogeneità mutualistica" per il calcolo della prevalenza. Focus sui nuovi assetti organizzativi: non solo allerta crisi, ma presidio dello scopo mutualistico per tutti gli enti.
La vigilanza sulle società cooperative entra in una nuova fase operativa. Le recenti indicazioni contenute nel documento di ricerca pubblicato a marzo 2026 dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, insieme ad Alleanza Cooperative, analizzano in profondità i riflessi dei nuovi modelli ministeriali per la revisione. L'attenzione dei certificatori si sposta in modo deciso sulla sostanza dell'identità cooperativa, intervenendo con regole stringenti e nuovi quadri ispettivi su 2 pilastri: la declinazione degli assetti organizzativi e la misurazione rigorosa della prevalenza.Gli assetti organizzativi: nasce l'assetto cooperativo - La vera svolta della nuova modulistica (ed evidenziata nel blocco di domande dalla 15 alla 19 del nuovo verbale) risiede in una rilettura estensiva dell'art. 2086 c.c. Se finora la prassi si era concentrata prevalentemente sull'adeguatezza degli assetti in funzione di early warning per la prevenzione della crisi d'impresa, le nuove direttive ispettive impongono la verifica del cd. "assetto cooperativo".Il revisore è ora chiamato a valutare formalmente se la governance e l'organizzazione interna della società siano strutturate non solo per garantire la continuità aziendale, ma soprattutto per perseguire in modo concreto lo scopo mutualistico e tutelare la partecipazione democratica dei soci. Questo obbligo si applica a tutte le cooperative, modulato secondo il principio di proporzionalità (le procedure richieste...