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Diritto
22 Gennaio 2020
Vincolo del giudicato esterno e autonomia dei periodi d'imposta
La necessità di fattispecie “giuridicamente rilevanti”, aventi carattere tendenzialmente permanente, per la possibilità di sfruttare questo istituto nell'ambito del processo tributario.
Con la sentenza 18.12.2019, n. 33596 la Cassazione, V Sezione Civile, interviene su una tematica che, ancorché ampiamente dibattuta, necessita pur sempre di interventi che contribuiscono a chiarire in maniera determinante e puntuale la corretta applicazione del criterio dell'autonomia dei periodi d'imposta, come da tempo delineato dal diritto vivente, e della sua correlazione con l'efficacia del giudicato esterno nel contesto del processo tributario.
Muovendosi su un solco argomentativo già ampiamente tracciato dalla stessa Suprema Corte, gli Ermellini pongono in rilievo l'evenienza secondo cui, nel momento in cui 2 differenti giudizi riferiti al medesimo contribuente e alla medesima tipologia di rapporto giuridico (nel nostro caso, al rapporto giuridico d'imposta) e una di tali relazioni giuridiche sia stata definita con una sentenza già passata in giudicato, l'accertamento così compiuto riguardo a tale situazione giuridica, ovvero alla soluzione di questioni in fatto e diritto riferiti a un aspetto nodale comune a entrambe la cause, formando il presupposto logico indispensabile della statuizione contenuta nel dispositivo della sentenza, preclude l'operatività concreta del riesame del medesimo aspetto di diritto già in precedenza accertato e risolto.
L'efficacia, quindi, viene manifestamente accettata anche in materia fiscale, tramite l'affermazione della concreta indifferenza della fattispecie...