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Imposte e tasse 09 Settembre 2020

Welfare aziendale: nel 2020 raddoppia il limite esente

Il Decreto Agosto ha previsto l'aumento fino a € 516,46 del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dal datore di lavoro ai propri lavoratori che non costituisce reddito di lavoro dipendente.

In questo 2020 la crisi innescata dalla pandemia ha generato disagi e criticità in tutti i settori economici, penalizzando inesorabilmente interi comparti di mercato e, all'opposto, promuovendo opportunità in altri. Sia nell'uno che nell'altro caso, i lavoratori hanno avuto un ruolo determinante, affiancando il datore di lavoro nelle strategie messe in atto per affrontare le oscillazioni dell'impresa. Dunque non sarà raro che, nonostante tutto, nei (prudenti) budget aziendali dei prossimi mesi si trovi spazio per i premi di produttività che, come noto, se erogati in denaro sono tassati alla stregua del reddito di lavoro dipendente. Un piano di welfare aziendale con erogazione di premi in beni e servizi consentirebbe all'impresa di risparmiare i contributi previdenziali e al dipendente l'Irpef, ma l'incertezza economica dei prossimi mesi difficilmente porterà il datore a impegnarsi con un inevitabile regolamento aziendale che preveda benefit anche per un 2021 denso di incognite. In quest'ottica viene in aiuto il D.L. 104/2020, entrato in vigore lo scorso 15.08.2020, che dispone il raddoppio del limite di benefit che il datore di lavoro può regalare ai dipendenti, beneficiando dell'esenzione fiscale e previdenziale. L'art. 51, c. 3 del Tuir dispone l'esclusione dal reddito di lavoro dipendente di beni ceduti e servizi prestati ai dipendenti per un valore non superiore a € 258,23...

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