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Lavoro 03 Ottobre 2023

Welfare premiale come strumento di contrasto alle “great resignation”

Per contrastare il fenomeno delle “grandi dimissioni”, e conseguentemente ridurre il turn-over aziendale, la fidelizzazione dei propri collaboratori e la loro partecipazione ai risultati aziendali sono la strada maestra.

Nell’era post-pandemica abbiamo assistito e assistiamo tuttora, a livello globale, al fenomeno della “great resignation”, o grandi dimissioni. I motivi alla base di questa drastica decisioni sono, nello specifico: burn-out (il lavoratore non riesce più ad affrontare in maniera costruttiva le difficoltà che quotidianamente si presentano a livello lavorativo), la necessità di avere un miglior equilibrio vita-lavoro (il c.d. “work-life balance”) e un maggior benessere sul luogo di lavoro. La pandemia è stata la miccia di questo fenomeno che ha portato le persone a rivedere le proprie priorità ricercando situazioni lavorative che offrano condizioni di lavoro più consone alle nuove esigenze. Un’indagine realizzata nei primi sei mesi del 2023 da PwC Hopes and Fears Global Workforce Survey ha analizzato comportamenti e atteggiamenti di circa 54.000 individui in 46 Paesi, restituendoci un dato eloquente: nei prossimi 12 mesi il 26% degli intervistati è intenzionato a cambiare lavoro. Analizzando la situazione del nostro Paese i dati dicono che 1 lavoratore su 4 ha intenzione di cambiare lavoro nel giro di un anno; percentuale che aumenta se consideriamo le nuove generazioni con il 37% della Gen Z (nati tra il 1997 e il 2012) e il 32% dei millennials (nati tra l’inizio degli anni ’80 e la fine degli anni ’90). Un sondaggio della Gallup (società di consulenza americana...

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