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Lavoro
25 Settembre 2023
Welfare premiale: i vantaggi per datore di lavoro e il lavoratore
La corretta applicazione di un piano di welfare premiale si traduce in una riduzione del carico fiscale per le aziende e i lavoratori se comparato all’erogazione del premio di produzione.
Introdurre una politica premiale in ambiente lavorativo significa stimolare i lavoratori a essere più produttivi, ridurre i fenomeni di assenteismo e dimissioni, aumentare la soddisfazione dei clienti e attrarre nuovi talenti in azienda.
Integrando la retribuzione base, il premio di produzione può essere un fattore determinante per aumentare la soddisfazione dei lavoratori dipendenti e raggiungere migliori risultati aziendali. Il premio di produzione si configura, quindi, come obiettivo idoneo al raggiungimento di specifici obiettivi aziendali preventivamente concordati e legati a produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione apportata.
È bene chiarire che l’erogazione è a discrezione del datore di lavoro, a meno che non ne sia previsto l’obbligo nei contratti collettivi del lavoro di riferimento. Ciò significa che il datore di lavoro può decidere se erogarlo a singoli lavoratori che si sono distinti per specifici meriti come efficienza e qualità (tale scelta potrebbe però creare un clima di tensione all’interno dell’ambiente di lavoro soprattutto con gli altri lavoratori impiegati nel medesimo settore, ma che sono stati esclusi dalla politica premiale), a categorie omogenee di lavoratori (gruppi di lavoratori accomunati da un denominatore comune che può essere, ad esempio, il livello di inquadramento, le categorie legali, i settori aziendali,...