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Lavoro
17 Febbraio 2023
Whistleblowing: recepite dal Garante della Privacy le direttive UE
Parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali sullo schema di decreto legislativo che dà attuazione alla direttiva UE n. 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio sul cosiddetto “whistleblowing”.
Il whistleblowing, come è noto, è un fondamentale strumento di compliance aziendale, tramite il quale i dipendenti, i fornitori o i clienti di un’azienda possono segnalare, in modo riservato e protetto, eventuali illeciti riscontrati durante la propria attività (violazioni di leggi o regolamenti, reati e casi di corruzione o frode, oltre a situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza pubblica).
Whistleblower in inglese significa “soffiatore di fischietto”: il termine richiama il ruolo dell’arbitro o del poliziotto che viene coinvolto da chi vuole accendere un faro su attività illegali, affinché vengano fermate. Il “whistleblower” (segnalatore o segnalante, in italiano) è quindi una persona che lavora in un'azienda (pubblica o privata) che decide di segnalare un illecito, una frode o un pericolo che ha rilevato durante la propria attività lavorativa (o, nel caso di un cliente o di un fornitore, nel corso della sua esperienza a contatto con un’azienda).
La direttiva oggetto di trasposizione introduce uno statuto minimo di tutela all’interno del territorio UE, tale da uniformare le normative nazionali, tenendo conto che coloro “che segnalano minacce o pregiudizi al pubblico interesse di cui sono venuti a conoscenza nell’ambito delle loro attività professionali esercitano il diritto alla libertà di espressione”.
Lo schema di decreto...